Philip Sparke
Kaleidoscope
Philip Sparke è nato a Londra nel 1951 e ha compiuto gli studi di composizione, strumentazione per Banda e trombone al “Royal College of Music”.
Già nel periodo scolastico ha mostrato un notevole interesse per la composizione e per la Banda componendo numerosi lavori e costituendo un efficacissimo complesso di ottoni.
Numerosi sono i premi internazionali che le giurie di diversi paesi gli hanno conferito e spesso a lui vengono commissionati lavori bandistici per eventi importanti e celebrazioni di rilevanza nazionale.
La composizione che la Banda presenta ha il titolo di Kaleidoscope e fu commissionata a Sparke dalla associazioni di Aargau e di Vaud in Svizzera per un festival musicale tenuto nel 2003.
Si tratta di cinque variazioni su tema “Das Brugger Lied”, tradizionale motivo della cittadina di Brugge situata nel nord della Svizzera vicino al confine tedesco.
Anche se si tratta di un compositore contemporaneo, la tecnica compositiva è legata alla tradizione tonale ma non per questo troviamo una profonda ricerca timbrica votata a migliorare la possibilità coloristiche della Symphonic Band e quindi adatta al pubblico di piazza che sovente presenzia ai concerti bandistici.
Assai diverso dal linguaggio compositivo di Strawinsky, Bartok o del nostro Di Domenico il quale per la Banda aveva in mente uno sviluppo di tecniche parallele al dodecafonismo di Webern e Hindemith.
Questo brano rappresenta il punto di arrivo delle innovazioni tecniche apportate ai complessi a fiato e percussioni originate a inizio secolo da Gustav Holst e Shostakovic e che, con l’avvento del jazz e della musica per films d’autore (John Williams fra tutti), non mancherà di dare il risalto musicale che questo brano, in sintesi e con giusta efficacia, riesce ad ottenere.
Virgilio Mortari
Festa a San Giorgio Maggiore
Virgilio Mortari è nato a Tassinara di Lainate (MI) nel 1902 e morto a Roma nel 1993.
Ha studiato composizione e pianoforte al Conservatorio di Milano e già nei primi anni di studio si è imposto all’attenzione del pubblico sia come pianista che come interessante autore di musiche cameristiche riscotendo un discreto consenso con l’opera cameristica “Secchi e Sberlecchi”. Dal 1993 al 1940 insegna composizione al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, successivamente ottiene la cattedra al Conservatorio di Santa Cecilia dove vi insegnerà ininterrottamente sino al 1973, avendo fra gli allievi l’amico e collega Olivio Di Domenico autore della versione bandistica di “Festa a San Giorgio Maggiore”.
Nel 1934 fonda a Venezia un’associazione per la musica da camera mentre con l’amico Alfredo Casella contribuisce alla fondazione delle “Settimane Musicali Senesi”.
Dal 1944 al 46 è stato direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana e dal 1955 al 59 ha tenuto la sovrintendenza del Teatro “La fenice” di Venezia. In ultimo nel 1963 ha tenuto la vicepresidenza dell’Accademia di Santa Cecilia.
Per la musica è stato fecondo ed interessante compositore di musiche che pur conservando una notevole indipendenza stilistica dalle correnti sperimentali del ‘900, insieme a Casella, oltre a scrivere il fondamentale trattato “Tecniche dell’orchestra contemporanea”, ha dato vita ad una maniera di comporre spesso rivolta allle rivisitazioni di sistemi modali e anche a delle ricercate ed eleganti proposizioni melodiche di musiche e danze spesso attinte al repertorio popolare italiano costituendo il perno musicale su cui ergono raffinate ed accattivanti strutture compositive.
La “Festa a San Giorgio Maggiore” è lo sviluppo naturale per questa particolare attenzione per l’antico. Infatti la fondazione del Conte Vittorio Cini di Venezia, dovendo inaugurare il Teatro Verde (caratteristico spazio all’aperto sull’isola di San Giorgio e particolarmente adatto per i concerti e le rappresentazioni teatrali), invita l’allora sovrintendente del “Maggio Fiorentino” Francesco Siciliani, a curare la’llestimento di uno spettacolo sacro su testo scenografico del coreografo Lèonide Massine e la spiente regia di Orazio Costa e soprattutto con l’adattamento delle musiche del XVI° e XVII° secolo di autori rigorosamente veneti quali Gabrieli, Caldara e Galoppi, adattate e trascritte per l’occasione dalle sapienti mani di Virgilio Mortari.
La sera del 13 Luglio 1954 con il nome assai accattivante di “Resurrezione e Vita” e direzione dell’orchestra di Giannandrea Gavazzeni, la monumentale e spirituale azione coreografica va in scena.
Lilio Narduzzi
Un Americano a Parigi
Lilio Narduzzi è stato il sensibile e sapiente strumentatore della partitura di Gershwin proposta dalla Banda della Polizia Municipale per un “Americano a Parigi”, in una versione che prevede il voluto adattamento della partitura originale operando, per motivi di durata, inerenti all’esecuzione di piazza, un necessario ridimensionamento dell’originale che comunque nulla toglie all’intenzione musicale e agli equilibri strutturali concepiti da Gershwin.
Anche Lilio Narduzzi, recentemente scomparso, è stato un interessante compositore della seconda metà del Novecento, un apprezzato direttore di Banda e strumentatore di numerose partiture come l’amico Di Domenico e il suo Maestro Mortari, docente al Conservatorio di Santa Cecilia.
(note a cura del M° Nello Narduzzi che ci ha gentilmente concesso il permesso di pubblicazione)