Marzo 2010 - Dove trovare la banda della Polizia Municipale di Roma

2 marzo 2010

Si ringraziano i fruitori e sostenitori del sito delle informazioni che qui riportiamo:

Martedì 2 marzo ore 15.00 - Marce  Inaugurazione campo polivalente Via Moravia, 401;

Domenica 7 ore 10.00 CONCERTO - Pincio;

Domenica 14 - Servizio da definire;

Domenica 21  matt. - Marce -  Maratona di Roma;

Lunedì 22 matt. -  Marce - Istituto  M. L. King;

Mercoledì 24 - Fosse Ardeatine (da definire);

Venerdì 26 sera  - CONCERTO Teatro Massimo XII Municipio

Ricordiamo che le date suesposte non hanno carattere di ufficialità, sono solo informazioni che si ricavano dalle notizie reperite dagli amanti della musica

Marzo 2010 - Dove trovare la banda della Polizia Municipale di Torino

2 marzo 2010

Si ringraziano i fruitori e sostenitori del sito delle informazioni che qui riportiamo:

Lunedì 01 marzo ore 09,30 - Cerimonia al cimitero monumentale in memoria del vice Sindaco Domenico Carpanini prematuramente scomparso.
Lunedì 01 marzo ore 20,30 - Concerto “Carpanini” al teatro Carignano.
Sabato 20 marzo ore 20,30 - Sfilata ad Agliè, comune in provincia di Torino.
A  fine di  mese : un CONCERTO serale al “Teatro Nuovo” di Torino - data da confermare.

Ricordiamo che le date suesposte non hanno carattere di ufficialità, sono solo informazioni che si ricavano dalle notizie reperite dagli amanti della musica

Concorsi Comune di Roma: tutti utili per afferire alla banda della polizia municipale di Roma

2 marzo 2010

Tutti i concorsi indetti dal Comune di Roma possono DARE ACCESSO ALLA BANDA MUSICALE DEL COMUNE DI ROMA,

in particolare quello specifico per n. 300 Agenti di Polizia Muncipale RICONOSCE UN PUNTEGGIO MAGGIORE AI DIPLOMATI DI CONSERVATORIO.

Maestri accorrete! Fatevi avanti!

I bandi sono consultabili qui: Comune di Roma

Film “Il concerto” di Radu Mihailean

2 marzo 2010

(commedia-mélo, Fr.-B.-It., 120’)

di: Radu Mihailean, con Aleksei Guskov, Dmitri Nazarov, François Berléand, Miou-Miou, Valeri Barinov, Lionel Abelanski, Alexander Komissarov

Può un direttore d’orchestra, relegato a fare le pulizie in piena era Brezneviana, riuscire a rimettere su un’orchestra, i cui musicisti sono dispersi per la città a fare tutt’altro, dopo trent’anni di inattività? No, eppure sì!

Il film, un po’ favolistico e surreale, è capace anche di questo, di riproporre ad un pubblico parigino, con un’orchestra ricreata dal nulla, un concerto di Ciakowsky interrotto, per motivi politici, durante la sua esecuzione al Bolshoi di Mosca, tre decenni prima. I musicisti sono gli stessi, quelli che ora fanno i facchini, guidano ambulanze, fanno gli interpreti o provano a vendere tutto quello che hanno per arrivare a fine mese. A loro, ignara di tutto e del suo passato, si unisce una violinista giovane e di chiara fama internazionale che sarà la solista del concerto in Re maggiore.

La pellicola è fantasiosa e leggera, anche se suscita qualche lacrima per la storia sentimentale-politica che si cela parallelamente sotto quella principale, ma lascia il passo anche a grosse risate dettate dall’impossibilità di alcuni avvenimenti o dalla sdrammatizzazione che il regista, autore di “Train de vie”, crea per evidenziare i misfatti delle oligarchie dittatoriali sovietiche.

Magari si potesse imbracciare un violino od un violoncello dopo tanti anni e suonare così divinamente come si sente in una delle ultime scene, del tutto improbabile la cosa, ma la dimensione artistica non è così importante, diventano fondamentali, invece, il sogno che diviene realtà, il solista che si intereseca con il gruppo e la libertà di suonare che sconfigge ogni tipo di dittatura. Mirabile l’esecuzione reale del concerto in questione.


Storia de “Il canto degli italiani” - Inno 2/6

2 marzo 2010

“Il canto degli italiani”, come venne chiamato dal genovese Goffredo Mameli, fu scritto nel 1847 e musicato da un suo concittadino, Michele Novaro. La data ufficiale della sua prima rappresentazione è quella del 10 dicembre, ricorrenza della cacciata degli austriaci da Genova e sebbene fosse stat scritto a Torino fu intonato, poi, anche durante i moti insurrezionali di Milano (18-23 marzo 1848) e Venezia.

Il manoscritto originale viene oggi conservato presso l’istituto mazziniano del Comune di Genova mentre quello inviato al M° Novaro perchè venisse musicato si trova al Museo del Risorgimento di Torino e riporta la data del 10 novembre dello stesso anno.

Mameli aveva vent’anni quando ne scrisse i versi, Novaro venticinque quando compose la musica. L’inno venne subito accolto e cantato spontaneamente in tutta Italia.

Toscanini ne diresse un’esecuzione il 25 luglio 1915 durante una manifestazione interventista a Milano e nel tempo questo si perpetrò tra le linee della Prima Guerra Mondiale.

Il fascismo inizialmente lo tollerò e poi finì con l’osteggiarlo. Solo dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 l’inno tornò in auge e si sentiva cantare con “Bella Ciao” e “Fischia il vento” nelle zone di guerriglia partigiana.

Nel 1945 sempre il M° Toscanini eseguì da Londra l’”Inno delle Nazioni” di Giuseppe Verdi con l’orchestra della NBC, inno che includeva, in rappresentanza dell’Italia, non la “Marcia Reale” dei Savoia, ma l’inno di Mameli. Il problema di avere un inno che rappresentasse, poi, veramente tutta l’Italia, apparve maggiormente nel momento in cui la monarchia volgeva al suo termine e l’inno sabaudo sembrava quanto mai inappropriato. Il primo governo democratico utilizzò “La leggenda del Piave”, ma il 14 ottobre del 1946 l’inno di Mameli ebbe la meglio addirittura sul “Va’ pensiero di Verdi”

Seguiriono le istituzionalizzazioni di alcuni cerimoniali: nelle celebrazioni quotidiane si può omettere l’introduzione dell’inno e suonare solo le prime otto battute, i reparti militari devono rimanere fermi e presentare le armi, mentre gli ufficiali assumono la posizione dell”Attenti’.

Febbraio 2010 - - Dove trovare la banda della Polizia Municipale di Roma

8 febbraio 2010

Si ringraziano i fruitori e sostenitori del sito delle informazioni che qui riportiamo:

Martedì 9 ore 16.30: Santa Maria Maggiore - MARCE;

Martedì 16 ORE 9.30: Sc. Elementare “Principe Piemonte” Via Leonardo da Vinci - MARCE;

Mercoledì 17 ore 17.00: Piazza Campo de’ Fiori Ass. Nazionale libero pensiero Giordano Bruno - MARCE;

Giovedì 18 ore 11.00: Piazza Brin manifestazione Buon compleanno Garbatella - MARCE;

Domenica 21 pomeriggio: Capodanno cinese - MARCE;

Sabato 27 pomeriggio: Stadio Flaminio Torneo Sei nazione di Rugby.

Ricordiamo che le date suesposte non hanno carattere di ufficialità, sono solo informazioni che si ricavano dalle notizie reperite dagli amanti della musica

Festival bandistico MUSICIS MIRUM - Roma

1 febbraio 2010

4febbraio

Seconda edizione della rassegna dei concerti delle Bande: Brani originali e trascrizioni dal novecento storico al periodo contemporaneo.

Ogni giovedì alle ore 20.30 una banda di un corpo si esibirà presso il conservatorio di Santa Cecilia in Roma in via dei Greci, 18.

Da quest’anno anche la Banda della Polizia Municipale di Roma sarà presente all’evento.

Ingresso gratuito

Programma del concerto al Conservatorio S. Cecilia in Roma

1 febbraio 2010

Philip Sparke

Kaleidoscope

Philip Sparke è nato a Londra nel 1951 e ha compiuto gli studi di composizione, strumentazione per Banda e trombone al “Royal College of Music”.

Già nel periodo scolastico ha mostrato un notevole interesse per la composizione e per la Banda componendo numerosi lavori e costituendo un efficacissimo complesso di ottoni.

Numerosi sono i premi internazionali che le giurie di diversi paesi gli hanno conferito e spesso a lui vengono commissionati lavori bandistici per eventi importanti e celebrazioni di rilevanza nazionale.

La composizione che la Banda presenta ha il titolo di Kaleidoscope e fu commissionata a Sparke dalla associazioni di Aargau e di Vaud in Svizzera per un festival musicale tenuto nel 2003.

Si tratta di cinque variazioni su tema “Das Brugger Lied”, tradizionale motivo della cittadina di Brugge situata nel nord della Svizzera vicino al confine tedesco.

Anche se si tratta di un compositore contemporaneo, la tecnica compositiva è legata alla tradizione tonale ma non per questo troviamo una profonda ricerca timbrica votata a migliorare la possibilità coloristiche della Symphonic Band e quindi adatta al pubblico di piazza che sovente presenzia ai concerti bandistici.

Assai diverso dal linguaggio compositivo di Strawinsky, Bartok o del nostro Di Domenico il quale per la Banda aveva in mente uno sviluppo di tecniche parallele al dodecafonismo di Webern e Hindemith.

Questo brano rappresenta il punto di arrivo delle innovazioni tecniche apportate ai complessi a fiato e percussioni originate a inizio secolo da Gustav Holst e Shostakovic e che, con l’avvento del jazz e della musica per films d’autore (John Williams fra tutti), non mancherà di dare il risalto musicale  che questo brano, in sintesi e con giusta efficacia, riesce ad ottenere.

Virgilio Mortari

Festa a San Giorgio Maggiore

Virgilio Mortari è nato a Tassinara di Lainate (MI) nel 1902 e morto a Roma nel 1993.

Ha studiato composizione e pianoforte al Conservatorio di Milano  e già nei primi anni di studio si è imposto all’attenzione del pubblico sia come pianista che come interessante autore di musiche cameristiche riscotendo un discreto consenso con l’opera cameristica “Secchi e Sberlecchi”. Dal 1993 al 1940 insegna composizione al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, successivamente ottiene la cattedra al Conservatorio di Santa Cecilia dove vi insegnerà ininterrottamente sino al 1973, avendo fra gli allievi l’amico e collega Olivio Di Domenico autore della versione bandistica di  “Festa a San Giorgio Maggiore”.

Nel 1934 fonda a Venezia un’associazione per la musica da camera mentre con l’amico Alfredo Casella contribuisce alla fondazione delle “Settimane Musicali Senesi”.

Dal 1944 al 46 è stato direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana e dal 1955 al 59 ha tenuto la sovrintendenza del Teatro “La fenice” di Venezia. In ultimo nel 1963 ha tenuto la vicepresidenza dell’Accademia di Santa Cecilia.

Per la musica è stato fecondo ed interessante compositore di musiche che pur conservando una notevole indipendenza stilistica dalle correnti sperimentali del ‘900, insieme a Casella, oltre a scrivere il fondamentale trattato  “Tecniche dell’orchestra contemporanea”, ha dato vita ad una maniera di comporre spesso rivolta allle rivisitazioni di sistemi modali e anche a delle ricercate ed eleganti proposizioni melodiche di musiche e danze spesso attinte al repertorio popolare italiano costituendo il perno musicale su cui ergono raffinate ed accattivanti strutture compositive.

La “Festa a San Giorgio Maggiore” è lo sviluppo naturale per questa particolare attenzione per l’antico. Infatti la fondazione del Conte Vittorio Cini di Venezia, dovendo inaugurare il Teatro Verde (caratteristico spazio all’aperto sull’isola di San Giorgio e particolarmente adatto per i concerti e le rappresentazioni teatrali), invita l’allora sovrintendente del “Maggio Fiorentino” Francesco Siciliani, a curare la’llestimento di uno spettacolo sacro su testo scenografico del coreografo Lèonide Massine e la spiente regia di Orazio Costa e soprattutto con l’adattamento delle musiche del XVI° e XVII° secolo di autori rigorosamente veneti quali Gabrieli, Caldara e Galoppi, adattate e trascritte per l’occasione dalle sapienti mani di Virgilio Mortari.

La sera del 13 Luglio 1954 con il nome assai accattivante di “Resurrezione e Vita” e direzione dell’orchestra di Giannandrea Gavazzeni, la monumentale e spirituale azione coreografica va in scena.


Lilio Narduzzi

Un Americano a Parigi

Lilio Narduzzi è stato il sensibile e sapiente strumentatore della partitura di Gershwin proposta dalla Banda della Polizia Municipale per un “Americano a Parigi”, in una versione che prevede il voluto adattamento della partitura originale operando, per motivi di durata, inerenti all’esecuzione di piazza, un necessario ridimensionamento dell’originale che comunque nulla toglie all’intenzione musicale e agli equilibri strutturali concepiti da  Gershwin.

Anche Lilio Narduzzi, recentemente scomparso, è stato un interessante compositore della seconda metà del Novecento, un apprezzato direttore di Banda e strumentatore di numerose partiture come l’amico Di Domenico e il suo Maestro Mortari, docente al Conservatorio di Santa Cecilia.

(note a cura del M° Nello Narduzzi che ci ha gentilmente concesso il permesso di pubblicazione)