Archivi per la categoria ‘Curiosità Bandistiche & Non solo’

LA BAGAD: LA BANDA TRADIZIONALE DELLA BRETAGNA 2/2

giovedì, 1 luglio 2010

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Nella bagad confluisce dunque la tradizione musicale e strumentale Bretone assieme alla suggestione derivante dalle Pipe Band scozzesi. In effetti la Bagad è una formazione recente che risale agli anni 30 del 900 e, accanto ad una specificità militare, oggi ben rappresentata dalla Bagad di Lann-Bihoué, la Bagad della Marina Militare francese, ha da subito rivestito un aspetto “civico” sia come formazione musicale di specifici gruppi come quella dei ferrovieri di Carahix che, soprattutto come espressione delle diverse municipalità bretoni.

Dal punto di vista musicale questo aspetto civico ha significato l’adozione di un repertorio musicale meno formale e militare di quello delle Pipe Band scozzesi per aderire ad una maggiore libertà sia in riferimento alle tradizioni popolari delle arie, delle marce e delle musiche da ballo tradizionale che nel riarrangiamento di brani di altra provenienza e tradizione musicale fino alla scrittura di brani originali. In questo contesto la presenza delle bombarde consegna una tessitura musicale più estesa che permette di esplorare forme polifoniche di una certa complessità.

Oggi giorno queste possibilità sono maggiormente esplorate con l’inserimento di batterie, percussioni africane e sud americane e altri strumenti che apportano un colore complementare come flauti, chitarre, bombarde gravi fino ai bassi elettrici.

Tutto ciò rende il movimento delle Bagdou quanto mai attuale: l’aspetto tradizionale, decisamente importante e imprescindibile, non è vissuto semplicemente come un retaggio del passato da conservare ma come attiva memoria antropologica. In tal senso essa è tuttora viva e operante, sottoposta a rielaborazione e a contaminazione, partecipata dai bretoni di oggi di certo con la loro storia ma anche con la loro presenza nel vivere contemporaneo. Trasmissione e rinnovamento procedono quindi di pari passo in una feconda interazione che garantisce il successo del movimento delle Bagadou oggi e nel futuro. Chi scrive ha potuto ascoltare dal vivo nel 1993 la Bagad di Auray vincere il campionato nazionale presentando, assieme a un repertorio tradizionale, la rielaborazione di un brano originale di Joe Zawinul storico leader del gruppo Jazz Rock dei Weather Report.

Oggi la maggior parte delle Bagad è riunita in federazione sotto la BAS, la Bodadeg ar Sonerion (Assemblea dei Suonatori), organizzata in sei sezioni dipartimentali cinque sul territorio bretone e una per le bagad fuori della Bretagna. Fondamentale da parte della BAS è l’organizzazione dei concorsi nazionali che permettono di stabilire una classificazione delle numerose Bagadou in 5 categorie. Ogni categoria si incontra durante l’anno in diverse occasioni che culminano in agosto con il campionato nazionale ospitato durante il Festival Interceltico di Lorient. Questa organizzazione stimola la crescita dei musicisti moltiplicando le occasioni di incontro e di competizione, il riconoscimento da parte del territorio e il sostegno dei Bretoni che durante il campionato di Lorient affollano le tribune dello stadio in una atmosfera di vivace e attenta partecipazione in una atmosfera di festa assolutamente da non perdere.

LA BAGAD: LA BANDA TRADIZIONALE DELLA BRETAGNA 1/2

martedì, 1 giugno 2010

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Una storia antica rivolta al futuro

Eccola la Bretagna, la piccola Bretagna del ciclo Arturiano, la terra più a meridione di ciò che resta del mondo celtico, quella penisola del nord ovest della Francia simile a un dito proteso verso l’Atlantico. Terra di confine e terra di passaggio, luogo di arrivo dei profughi della Britannia ma anche di Merlino e di Lancillotto, della mitica città di Ys e della baia delle Sirene. Una terra dove storia mito e leggenda si fondono a creare un tessuto culturale originale di cui l’espressione migliore è una straordinaria tradizione musicale che, pur affondando le radici nell’antico mondo celtico, resta viva e operante gettando un ponte ideale tra passato e futuro.

In questo contesto un forte ruolo identitario e di diffusione del patrimonio musicale è giocato da una istituzione presente in quasi tutti i centri della Regione e chiamata in Bretone Bagad ar Sonerion, letteralmente il gruppo di suonatori, la tipica formazione bandistica locale conosciuta più semplicemente come Bagad. Una tradizione diffusa fa derivare la parola da bag, barca, per cui la bagad sarebbe in verità un imbarco di suonatori, una idea non peregrina motivata dalla forte tradizione marinara della Bretagna. È singolare che nel periodo dell’occupazione romana della Gallia, con il termine Bagaudi o Bacaudae, si designassero le bande di ribelli celti che tra III e V secolo, diedero spesso filo da torcere alle truppe occupanti. Sul piano etimologico si ha così un significativo parallelismo con la parola italiana banda usata indifferentemente sia per definire un complesso musicale che un gruppo di armati dediti alla guerriglia, al brigantaggio o alle attività criminali.

L’organico della Bagad è diviso in tre sezioni ognuna diretta da un responsabile e che fanno riferimento al Penn Soner (in Bretone il suonatore capo).

La prima sezione è il biniou bras, nome derivante dal Biniou la tipica cornamusa bretone composta da un solo Chanter ed un solo Bordone e dal suono particolarmente acuto (Biniou Kohz), usato tradizionalmente in coppia con la bombarda per eseguire il kan ha diskan (canto a botta e risposta con ripetizione sovrapposta dell’ultimo verso) e per accompagnare le danze tradizionali come l’An Dro, il Laridè, la Gavotte e il Plinn. Sebbene il Biniou sia ancora oggi largamente usato, con la ghironda e l’organetto, nelle Fest Noz, le feste serali della tradizione, nel contesto delle Bagad è tuttavia sostituito da lungo tempo dalla Highland Bagpipe, la Cornamusa scozzese, largamente diffusa in Bretagna.

Le bombarde costituiscono la seconda sezione della Bagad e sono invece entrate in organico senza modificazioni. Si tratta di un aerofono ad ancia doppia della famiglia dell’oboe ed è considerato lo strumento tipico del paese; suonata ovunque fin da bambini, rappresenta in genere il primo strumento di approccio per ogni musicista bretone anche in previsione del passaggio alla cornamusa. Tuttavia è proprio la bombarda a definire il carattere musicale specifico della Bagad.

La terza sezione è quella delle percussioni, generalmente si tratta di una gran cassa e di una serie di rullanti ma recentemente sono state introdotti altri tipi di tamburi e piatti.

Continua…

Chi ha scritto l’Inno Britannico?

sabato, 1 maggio 2010

Gran Bretagna - “ingleseGod save the King o the Queen”

Attribuito ad Henry Carey, pare sia stato scritto invece da Gian Battista Lulli, più conosciuto come Jean Baptiste Lulli, alla francese, che lo aveva scritto per la futura moglie di Luigi XIV e per motivi misteriori finì con il divenire l’inno della Gran Bretagna. Eseguito per la prima volta a Londra a metà del diciottesimo secolo. Si disse che sugli ottoni delle bande che lo eseguivano non tramontasse mai il sole, visto il predominio coloniale dell’isola inglese.

In che anno l’Australia abbandona l’inno britannico per un inno proprio?

lunedì, 1 febbraio 2010

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Pur continuando a sentirsi sudditi della regina, nel 1984 li australiani adottano un proprio inno “Advance Australia Fair”.

La pizzarda

venerdì, 8 gennaio 2010

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L’attuale corpo della Polizia Municipale di Roma ha assunto, nell’arco del tempo, differenti denominazioni . tra il 1871 ed il 1910 gli agenti erano le Guardie della città, tra il 1910 ed il 1920 erano le Guardie Municipali, tra  il 1920 al 1925 Corpo dei vigili Urbani che divennero Metropolitani tra il 1925 ed 1946 per divenire nel 1986 Polizia Municipale. Una legge regionale più recente ha già di fatto trasformato la dicitura in Polizia Locale con l’intento di uniformare le vecchie polizie municipali delle stesse regioni ponendo questa nuova dicitura su tutti gli equipaggiamenti, dalle autovetture alle divise, con l’utilizzo di uno stemma che ne rendesse visibile la regione di appartenenza. Mentre altre grandi città come Milano ed anche tanti comuni più piccoli della stessa regione Lazio hanno completamente recepito la legge e si sono di conseguenza adeguati, Roma utilizza ancora le vecchie scritte.

Qualsiasi sia, però, la locuzione con la quale si voglia intendere il corpo capitolino, nell’immaginario comune gli agenti sono ancora chiamati pizzardoni perchè anticamente era parte integrante della divisa il copricapo caratteristico formato dalle piume di un uccello della famiglia delle beccacce chiamato pizzarda, tipico della campagna romano, ormai estinto.

Gli unici che indossano ancora oggi il caratteristico indumento sono gli esecutori della banda musicale che sfoggiano la divisa storica nelle occasioni più importanti, tra le quali il caratteristico concerto di Capodanno, le celebrazioni del 21 aprile ovvero il Natale di Roma, il concerto estivo inserito nella rassegna bandistica di Sant’Ignazio (pressi via del Corso) oltre a diverse altre occasioni di maggiore rappresentanza.

Chi ha scritto le parole dell’inno indiano?

venerdì, 8 gennaio 2010

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L’inno indiano, intitolato “Jana gana Mana” utilizza le parole del poeta Tagore, premio Nobel per la letteratura nel 1913.

G.A.S.: Gruppo Acquisto Solidale

martedì, 1 dicembre 2009

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I gas sono dei gruppi di acquisto solidale, ovvero gruppi di amici, condomini, colleghi che si uniscono e si mettono d’accordo per poter ordinare dei prodotti alimentari e non con la finalità di utilizzare merci biologiche o frutto delle attività equosolidali. Fondato il gruppo, si contattano dei rifornitori per le diverse merci i quali provvedono a portare presso una sede la spesa,  a volte sono anche gli stessi gasisti a spostarsi da loro. Così può accadere che il mercoledì arrivi il verduraio che scarica le cassette di frutta, poi il giovedì arrivi il vinaio con le sue damigiane o il lunedì venga il formaggiaio con i suoi prodotti caseari. Si raccolgono i soldi, si pagano le fatture e si torna a casa con la spesa, meglio se a cavallo di una bicicletta piuttosto che alla guida di una macchina.

Alcuni degli elementi della banda della Polizia Municipale di Roma, per riscoprire quei sapori un po’ scomparsi dalla tavola dei prodotti più genuini e naturali e per dare una spinta  a questo settore del mercato eco-sostenibile e più diretto nei confronti del consumatore, portano avanti un proprio Gas.

A loro detta, l’esperienza è estremamente positiva poichè l’unione consente di acquistare prodotti ecologici a prezzi più contenuti ed a portare sulle tavole cibo più sano.

Ci facciamo volentieri divulgatori per questa iniziativa nella speranza che il mercato del biologico e dell’equosolidale, che a dispetto di qualsiasi crisi sta incrementando il suo fatturato, possa trovare nuovi adepti per contribuire a smantellare le macro industrie alimentari che volgono, troppo spesso, il loro interesse più verso il lucro  che verso la salubrità dei prodotti.

Buon Gas a tutti!

La banda di Custer - “Garry Owen”, l’inno del 7° cavalleggeri 4/4

martedì, 1 dicembre 2009

Non sono chiare le origini del “Garryowen”  che tuttavia, sembra essere apparso nel XVIIl secolo in Irlanda sotto forma di una danza similare al quickstep. L’etimologia della parola deriva dall’unione di due parole irlandesi “Oein (John)” e “Garrai (giardino)”, ma oggi è conosciuta anche come Garyowen, Garry Owen e Gary Owens. James Joyce utilizza questo vocabolo per identificare un personaggio dell’”Ulisse.garry-owen2

La battaglia di “Little Big Horn” del 25 giugno 1876, che vide l’annientamento circa 260 soldati sotto la guida del generale Custer, si è cercata di dimenticarla per più di un secolo. Non si poteva fare nessun tipodi accenno ad essa e neppure sip oteva canticchiarne quella canzone che Custer aveva sentito urlare in un pub da alcuni suoi sottoposti irlandesi e che poi, fischiettandola continuamente, era entrata nelle orecchie di molti dei suoi soldati. Questi non erano che un branco di poveracci che spesso non avevano neppure la cittadinanza americana, che si arruolavano per guadagnare pochi soldi al prezzo della vita, senza sapere andare a cavallo o senza sapere usare armi nè avendo alcun tipo di addestramento e che, spesso, per differenze linguistiche, neppurgarry21e capivano gli ordini.

La melodia prese così piede che alla fine, seppure il testo del 7° cavalleggeri inneggiasse alle ‘insane’ bevute di birra piuttosto che all’obbedienza verso gli sceriffi, è arrivata fino ai giorni nostri e dal 1981 è diventato il vero e proprio inno del reparto dopo essere stato già inno di battaglia dell’87° Royal Irish Fusiliers, un reggimento di fucilieri irlandese.

In Vietnam si è cercato di nobilitarne il testo, ma i soldati, alle prime disattenzioni degli ufficiali, tornavano a cantarne le strofe originarie.

Alla fine anche la dicitura «Garryowen» è entrata a far parte del simbolo del reparto affiancando la sciabola e il cappello del West.