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LA BAGAD: LA BANDA TRADIZIONALE DELLA BRETAGNA 2/2

giovedì, 1 luglio 2010

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Nella bagad confluisce dunque la tradizione musicale e strumentale Bretone assieme alla suggestione derivante dalle Pipe Band scozzesi. In effetti la Bagad è una formazione recente che risale agli anni 30 del 900 e, accanto ad una specificità militare, oggi ben rappresentata dalla Bagad di Lann-Bihoué, la Bagad della Marina Militare francese, ha da subito rivestito un aspetto “civico” sia come formazione musicale di specifici gruppi come quella dei ferrovieri di Carahix che, soprattutto come espressione delle diverse municipalità bretoni.

Dal punto di vista musicale questo aspetto civico ha significato l’adozione di un repertorio musicale meno formale e militare di quello delle Pipe Band scozzesi per aderire ad una maggiore libertà sia in riferimento alle tradizioni popolari delle arie, delle marce e delle musiche da ballo tradizionale che nel riarrangiamento di brani di altra provenienza e tradizione musicale fino alla scrittura di brani originali. In questo contesto la presenza delle bombarde consegna una tessitura musicale più estesa che permette di esplorare forme polifoniche di una certa complessità.

Oggi giorno queste possibilità sono maggiormente esplorate con l’inserimento di batterie, percussioni africane e sud americane e altri strumenti che apportano un colore complementare come flauti, chitarre, bombarde gravi fino ai bassi elettrici.

Tutto ciò rende il movimento delle Bagdou quanto mai attuale: l’aspetto tradizionale, decisamente importante e imprescindibile, non è vissuto semplicemente come un retaggio del passato da conservare ma come attiva memoria antropologica. In tal senso essa è tuttora viva e operante, sottoposta a rielaborazione e a contaminazione, partecipata dai bretoni di oggi di certo con la loro storia ma anche con la loro presenza nel vivere contemporaneo. Trasmissione e rinnovamento procedono quindi di pari passo in una feconda interazione che garantisce il successo del movimento delle Bagadou oggi e nel futuro. Chi scrive ha potuto ascoltare dal vivo nel 1993 la Bagad di Auray vincere il campionato nazionale presentando, assieme a un repertorio tradizionale, la rielaborazione di un brano originale di Joe Zawinul storico leader del gruppo Jazz Rock dei Weather Report.

Oggi la maggior parte delle Bagad è riunita in federazione sotto la BAS, la Bodadeg ar Sonerion (Assemblea dei Suonatori), organizzata in sei sezioni dipartimentali cinque sul territorio bretone e una per le bagad fuori della Bretagna. Fondamentale da parte della BAS è l’organizzazione dei concorsi nazionali che permettono di stabilire una classificazione delle numerose Bagadou in 5 categorie. Ogni categoria si incontra durante l’anno in diverse occasioni che culminano in agosto con il campionato nazionale ospitato durante il Festival Interceltico di Lorient. Questa organizzazione stimola la crescita dei musicisti moltiplicando le occasioni di incontro e di competizione, il riconoscimento da parte del territorio e il sostegno dei Bretoni che durante il campionato di Lorient affollano le tribune dello stadio in una atmosfera di vivace e attenta partecipazione in una atmosfera di festa assolutamente da non perdere.

LA BAGAD: LA BANDA TRADIZIONALE DELLA BRETAGNA 1/2

martedì, 1 giugno 2010

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Una storia antica rivolta al futuro

Eccola la Bretagna, la piccola Bretagna del ciclo Arturiano, la terra più a meridione di ciò che resta del mondo celtico, quella penisola del nord ovest della Francia simile a un dito proteso verso l’Atlantico. Terra di confine e terra di passaggio, luogo di arrivo dei profughi della Britannia ma anche di Merlino e di Lancillotto, della mitica città di Ys e della baia delle Sirene. Una terra dove storia mito e leggenda si fondono a creare un tessuto culturale originale di cui l’espressione migliore è una straordinaria tradizione musicale che, pur affondando le radici nell’antico mondo celtico, resta viva e operante gettando un ponte ideale tra passato e futuro.

In questo contesto un forte ruolo identitario e di diffusione del patrimonio musicale è giocato da una istituzione presente in quasi tutti i centri della Regione e chiamata in Bretone Bagad ar Sonerion, letteralmente il gruppo di suonatori, la tipica formazione bandistica locale conosciuta più semplicemente come Bagad. Una tradizione diffusa fa derivare la parola da bag, barca, per cui la bagad sarebbe in verità un imbarco di suonatori, una idea non peregrina motivata dalla forte tradizione marinara della Bretagna. È singolare che nel periodo dell’occupazione romana della Gallia, con il termine Bagaudi o Bacaudae, si designassero le bande di ribelli celti che tra III e V secolo, diedero spesso filo da torcere alle truppe occupanti. Sul piano etimologico si ha così un significativo parallelismo con la parola italiana banda usata indifferentemente sia per definire un complesso musicale che un gruppo di armati dediti alla guerriglia, al brigantaggio o alle attività criminali.

L’organico della Bagad è diviso in tre sezioni ognuna diretta da un responsabile e che fanno riferimento al Penn Soner (in Bretone il suonatore capo).

La prima sezione è il biniou bras, nome derivante dal Biniou la tipica cornamusa bretone composta da un solo Chanter ed un solo Bordone e dal suono particolarmente acuto (Biniou Kohz), usato tradizionalmente in coppia con la bombarda per eseguire il kan ha diskan (canto a botta e risposta con ripetizione sovrapposta dell’ultimo verso) e per accompagnare le danze tradizionali come l’An Dro, il Laridè, la Gavotte e il Plinn. Sebbene il Biniou sia ancora oggi largamente usato, con la ghironda e l’organetto, nelle Fest Noz, le feste serali della tradizione, nel contesto delle Bagad è tuttavia sostituito da lungo tempo dalla Highland Bagpipe, la Cornamusa scozzese, largamente diffusa in Bretagna.

Le bombarde costituiscono la seconda sezione della Bagad e sono invece entrate in organico senza modificazioni. Si tratta di un aerofono ad ancia doppia della famiglia dell’oboe ed è considerato lo strumento tipico del paese; suonata ovunque fin da bambini, rappresenta in genere il primo strumento di approccio per ogni musicista bretone anche in previsione del passaggio alla cornamusa. Tuttavia è proprio la bombarda a definire il carattere musicale specifico della Bagad.

La terza sezione è quella delle percussioni, generalmente si tratta di una gran cassa e di una serie di rullanti ma recentemente sono state introdotti altri tipi di tamburi e piatti.

Continua…

Complesso Bandistico “Città di Palombara Sabina” (RM)

lunedì, 1 febbraio 2010
dscf04241Foto gentilmente offerta dalla banda stessa

Anno di fondazione 1813

LA STORIA DELLA NOSTRA BANDA MUSICALE:

Francamente è assai arduo ricorrere alla ricerca per conoscere in ogni preciso particolare, le vere origini della sua storia anche se, si presume che circa 330 anni fa vi fosse già un complesso costituito, come attesta un documento del Consiglio della Comunità di Montecelio (Roma) datato 30 giugno 1681.

In occasione dei festeggiamenti per la presa di possesso dei Borghese si decise di chiamare “Li soni da Palombara” per fare un po’ di allegria. L’attuale Complesso Bandistico “Città di Palombara Sabina” compie quest’anno il 196° anniversario in quanto fu istituito nel 1813, in seguito ad una delibera della Giunta Municipale, e ciò è testimoniato dall’artistica urna decorata a smalto “Terrina” donata da Pier Paolo Tosi nel 1910 alla Banda in occasione del suo 97° anno della fondazione.

La nostra storia più recente inizia con il maestro Grifi, nessuno forse lo ricorda se non grazie a qualche notizia lontana. I nostri padri, però, parlano ancora dell’indimenticabile Giuseppe Imperiali (nato 02-08-1859 e morto il 27-02-1920) noto come direttore ed insigne compositore. Il maestro Imperiali, ebbe dalla musica grandi soddisfazioni, emergendo per vena creativa e perfezione di trascrittore. Innumerevoli le “pagine” di opere, musiche patriottiche e inni sacri. Tra le sue composizioni ricordiamo la marcia funebre “Mesto Ricordo”, “Risorgimento Italiano”, “Natale” e “Resurrezione” . Inoltre si ricorda anche la sua opera “Le Sette Parole N.S.G.C. sulla Croce” eseguita ogni Venerdì Santo, riveduta e corretta dal Maestro Ugo Ottaviani. Egli istituì la “SCHOLA CANTORUM” e fù allievo del maestro Vessella. Diresse la Banda Musicale dal 1896 al 1915 e, dopo la parentesi della I Guerra Mondiale (1915–1918), ritornò a dirigerla nel 1919 sino alla sua morte, avvenuta a Palombara.

Teofilo De Angelis, uno dei suoi allievi, fu chiamato a dirigere l’allora teatro lirico “Costanzi” di Roma.

Nel 1927 ecco un altro valoroso personaggio, che dietro l’aspetto severo e burbero, nascondeva una spiccata umanità e un animo generoso, è l’indimenticabile ed illustre Maestro Riccardo Marroni, ai suoi ordini la Banda toccò l’apice di una struttura disciplinata e corale annoverando ben 70 musicanti. L’epilogo della guerra e poi ecco (1946) sul podio il giovane maestro Luigi De Paolis, formatosi all’interno della banda stessa, che per parecchi anni prese le redini del complesso. Per primo egli ha introdotto, al seguito della Banda, il gruppo delle Majorettes.

Lasciata la direzione nel 1978 per motivi di salute, lo seguirono diversi maestri “forestieri” fra i quali Luigi Fiorucci, Angeloni, Serafino Piromalli, Bruno Gugliotta, Congi e anche un giovane Ugo Rossi che ha diretto la banda per un primo periodo fino al 1997 quando lasciata la direzione, la banda venne affidata al giovanissimo maestro Pierluigi Ausili ex allievo negli anni 80 fino agli inizi del 2000, quando tornò a dirigere il maestro Rossi fino ad ottobre 2008. Da novembre 2008 la guida dei 35 elementi è stata affidata al giovane maestro Carlo Gizzi ex allievo della banda negli anni 80.

Dal 1997 la Banda è costantemente affiancata da un corpo di Majorettes. In questi anni il gruppo a sempre proposto nuove divise e nuove coreografie, adatte a diversi tipi di spettacolo: sfilate, parate con caroselli su marce suonate dalla banda, balletti su musiche moderne. Le ragazze sono quindi riuscite a trasformare un hobby in una forma di spettacolo originale e moderno.

Il gruppo coordinato e diretto dall’istruttrice Daniela De Angelis è composto da circa 15 ragazze e bambine che si distinguono per grazia e capacità. Con le loro esibizioni danno un tono di colore, movimento e gioventù, completando così l’intero gruppo.

CURRICULUM DELLA NOSTRA BANDA MUSICALE:

La Banda è stata composta sempre da numerosi e ben preparati elementi e sin dal secolo scorso ha partecipato a manifestazioni di un certo rilievo.

Fra i tanti raduni e manifestazioni in cui ha partecipato la banda, va sicuramente ricordato il convegno bandistico nazionale di Roma del 30 settembre 1922 dal quale fu riportata una medaglia d’argento di cui è insignito il labaro donato dalla cittadinanza nel 1920.

Inoltre nella storia recente possiamo ricordare anche la partecipazione:

- Ospitazione del XIII raduno bandistico regionale Anbima a Palombara Sabina nel 1980;

- Al raduno bandistico regionale in occasione del giubileo del 2000;

- Al raduno bandistico regionale in occasione del centenario Verdiano a Palombara Sabina il 16 settembre 2001;

- Al raduno bandistico regionale in occasione del centenario Verdiano al Vittoriano a Roma il 21 ottobre 2001,

- Al raduno bandistico regionale a piazza Navona a Roma il 14 aprile 2002;

- Al raduno bandistico regionale a piazza di Spagna – piazza del popolo il 27 aprile 2003;

- Partecipazione alla maratona bandistica “Io so quello che ho donato” promossa dalla provincia di Roma. Lo scopo dell’iniziativa è rivolto a favore dei bambini del reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma, piazza Navona il 14 aprile 2003;

- Organizzazione del 1° raduno bandistico regionale “Note in Festa” a Palombara Sabina 23-24 settembre 2006;

- Festeggiamenti per il Natale all’ospedale pediatrico bambino Gesù di Roma il 17 dicembre 2006;

- Al derbi del Cuore allo Stadio Olimpico di Roma il 5 gennaio 2007;

- Organizzazione del 2° Raduno Bandistico regionale “Note in Festa” a Palombara Sabina 15-16 settembre 2007;

- Ai festeggiamenti per il Natale alla Casa Famiglia di Suor Paola (So.Spe) il 17 dicembre 2007;

- Organizzazione del 3° Raduno Bandistico regionale “Note in Festa” a Palombara Sabina 5-6-7 settembre 2008;

- Partecipazione alla veglia di preghiera organizzata da Suor Paola, con la partecipazione straordinaria di Gianni Alemanno in Piazza Madonna di Loreto vicino all’Altare della Patria il 26 maggio 2009;

- Organizzazione del 4° Raduno Bandistico regionale “Note in Festa” a Palombara Sabina 5-6 settembre 2009;

- Al raduno bandistico regionale a Poli (Roma), S. Polo dei Cavalieri (Roma), Cave (Roma), Olevano Romano (Roma), Mentana (Roma), Manziana (Roma), Montopoli Sabina (Roma), Acquaviva di Nerola, Configni (Rieti), Genazzano (Roma), Gavignano Sabino (RI), Montecompatri (Roma). Poggio Nativo (RI), Rocca Priora (Roma), Chieti; ecc….

La storia fin qui tracciata è stata scritta grazie soprattutto a quei tanti musicanti e non, che con impegno e sacrificio, si sono adoperati e si adoperano per diffondere la cultura musicale della nostra cittadina e per portare avanti, sempre con orgoglio il nome del Complesso Bandistico Città di Palombara Sabina.

PER CONTATTI:

e-mail: guididaniele25@libero.it

Civica Orchestra di Fiati del Comune di Milano

venerdì, 8 gennaio 2010

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La Civica Orchestra di Fiati del Comune di Milano celebra nel 2009 il suo 150° anno di vita, ma anche di storia musicale cittadina, di tradizione milanese e di cultura italiana.

La nascita di questa banda musicale infatti risale al lontano 1859, allorché nella seduta del Consiglio Comunale tenutosi il 2 di dicembre, l’allora governo della città, decretò la nascita della “Banda Musicale della Guardia Nazionale” a cui venne subito affiancata la Scuola Civica di Musica costituita con lo scopo di preparare a un livello professionale gli strumentisti che avrebbero poi fatto parte dello stesso corpo bandistico.

Nel 1876 assunse la denominazione di “Corpo di Musica Municipale” e si orientò più marcatamente all’attività concertistica raggiungendo grande popolarità e riconoscimenti e divenendo in breve tempo la migliore banda italiana e una delle più celebri d’Europa, venendo ad esempio invitata a partecipare all’Esposizione Internazionale di Zurigo all’inizio del ‘9oo.

Questo grazie anche al riassetto della pianta organica approvata nel 1884 che prevedeva un organico di 56 esecutori tra cui spicca la presenza di 3 saxofoni (probabilmente primo esempio in Italia).

Negli anni ’20 vi fu però lo scioglimento della Banda Cittadina sostituita dal complesso bandistico dopolavoristico dell’ Azienda Tranviaria a cui va il grande merito di aver tenuta viva la tradizione musicale bandistica milanese.

Finalmente nel 1972 la giunta municipale decise la ricostituzione come “Civica Banda Municipale” del corpo bandistico cittadino dandogli un taglio decisamente professionale. Vennero quindi integrati nel complesso, a tempo pieno, i migliori strumentisti della Banda dell’ATM affiancandoli con giovani musicisti diplomati.

Dal 1986 assunse la denominazione ufficiale di Civica Orchestra di fiati del Comune di Milano e nel 1991 le venne assegnata come sede stabile l’appena ristrutturata Palazzina Liberty in Largo Marinai d’Italia.

Nel 1994 l’attività dell’ Orchestra a fiati prese un taglio internazionale prediligendo il repertorio moderno originale per banda e alla sua direzione si avvicendarono maestri di primo piano a livello mondiale quali Johan De Meij, Jan Van der Roost, Laszlo Marosi, Pablo Sanchez Torella, Joseph Horovitz e Frank Battisti.

Questa crescita qualitativa fece si che nel 1996 la Civica fu la prima orchestra a fiati italiana ad essere invitata al “Mid-West international Band and Orchestra Clinic”, la manifestazione che si tiene annualmente negli U.S.A. a cui prendono parte le migliori formazioni a fiati di livello mondiale.

Purtroppo dopo questo periodo di grande risonanza e prestigio c’è stato un lento e graduale disinteressamento da parte dell’amministrazione comunale che ha progressivamente ridotto sia i finanziamenti di bilancio sia la presenza sul territorio dell’ Orchestra di Fiati.

Oggi si può comunque ascoltare la Banda Civica sia nella sua veste più tradizionale in sfilate, inaugurazioni e manifestazioni sportive sia nella sua veste concertistica nei teatri, nei luoghi storici di Milano e all’aperto nei parchi cittadini.

Sono inoltre programmati periodicamente concerti nelle case di riposo e lezioni-concerto per le scolaresche sia nella sua attuale sede che nelle scuole e biblioteche civiche.
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Sito di riferimento per maggiori informazioni sulla storia e sull’attività della Civica Orchestra di Fiati del Comune di Milano è quello del “Comitato Amici della Banda” all’indirizzo web www.banda.mi.it

Banda Musicale di Montebuono(RI)

martedì, 1 dicembre 2009
L’associazione culturale Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Montebuono nasce nel lontano 1814 per volere di un gruppo di amatori della bella musica.
Da allora è stata sempre attiva e, negli ultimi vent’anni, grazie alla velenza di ottimi maestri, ha raggiunto un livello tecnico decisamente Alto.
Lo confermano i successi ottenuti in ambito provinciale, regionale e anche all’estero e, precisamente, in Francia.
Il repertorio della Filarmonica spazia dal classico al moderno di autori italiani e stranieri, contemporanei e del passato.
L’organico è composto da circa 40 elementi e comprende 4 generazioni: partendo dal più piccolo, al flicorno tenore, che ha 9 anni, al più anziano, al basso, che ne ha 76 e ci sono molte coppie di genitori e figli.
Operano nella Filarmonica “G. Verdi” professori diplomati al conservatorio, iniziati alla musica ancora bambini nella Filarmonica stessa.
Merito dei grandi successi raggiunti, del grande spirito di gruppo e dell’armonia che regna è del direttore maestro Luca Pacifici, che guida la Filarmonica da ben 18 anni e del presidente Cherchi Enzo.

La Filarmonica “G.Verdi” tiene durante l’anno tre concerti nel paese di Montebuono nelle seguenti date:
- Concerto di Primavera, che si svolge nella prima domenica di Maggio durante i festeggiamenti in onore del Santo Patrono.
- Concerto di Ferragosto,che si svolge la sera del 14 agosto nell’ambito dei festeggiamenti in onore di Maria Assunta in Cielo.
- Concerto di Santa Cecilia,che si svolge nel mese di Novembre in onore della Santa Patrona della Musica.

Ultima notizia:
5-6 dicembre 2009 Celebrazione di Santa Cecilia patrona della musica.
Sabato 5 ore 21.00 Grande Concerto della Filarmonica Giuseppe Verdi diretto dal Maestro Luca Pacifici, verranno eseguiti i pezzi più belli della musica classica,  New World Symphony - 4th Movement, l’Incompiuta di Schubert ed altri grandi pezzi. montebuonori
Domenica 6 dicembre :

Omaggio floreale della Banda Musicale al cimitero del paese in memoria dei musicanti defunti, Solenne Santa Messa in Onore di Santa Cecilia con la partecipazione della Filarmonica G. Verdi che allieterà la celebrazione, si concluderà la giornata con il tradizionale pranzo di S. Cecilia.

Banda Cittadina Cogollo del Cengio (VI)

domenica, 1 novembre 2009

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Le prime tracce della Banda a Cogollo si ritrovano già nella seconda metà del XIX secolo. Alcuni documenti storici attestano, infatti, che un gruppo chiamato “Filarmonici” suonò nel 1871, in occasione dell’arrivo in Paese del Reale Deputato Broglio.

Successivamente, a partire dal 1896, compare una ricca documentazione dell’attività del gruppo allora denominato “Società Filarmonica”. Già all’epoca il complesso, diretto dal M° Francesco Bordin e sotto la presidenza del sindaco di Cogollo Francesco Zordan, figlio dell’illustre Giovanni Battista Zordan, fondatore dell’omonima bottega organaria, partecipava attivamente alla vita civile e religiosa del paese.

Negli anni ‘20 e ‘30 la Banda, diretta dai componenti della famiglia Zordan, raggiunse un organico di oltre 50 elementi.

Dopo l’interruzione dovuta alla Seconda Guerra Mondiale, l’attività del complesso riprese slancio grazie all’inserimento di un nutrito gruppo di giovani. In quegli anni si succedettero alla direzione musicale della Banda Cittadina i Maestri Pietro Zuccollo, Aquilino Zordan, Giacomo Berti e Dario Calgaro.

E’ però a partire dal 1980 che, sotto la direzione del M° Mario Chiarello, il complesso ha conosciuto una crescita numerica e qualitativa senza precedenti e risale inoltre agli anni ’80 l’istituzione di una Scuola di Musica per la formazione di nuovi strumentisti, arrivando a consolidare un organico di oltre 40 componenti.

La Banda Cittadina è protagonista, ad esempio, del gemellaggio del comune di Cogollo del Cengio con il comune austriaco di Mauthausen presso il quale si è recata in ben tre occasioni.

Alcuni esempi dell’attività concertistica sono il Concerto di Natale giunto ormai alla 25° edizione e le proficue collaborazioni con gruppi corali quali il coro “Giovani Voci” di Cogollo del Cengio, da cui hanno tratto origine i concerti dedicati alle colonne sonore dei film “The Mission” e “Fratello Sole Sorella Luna”, nonché il recital “Jesus Christ Superstar”, tratto dall’omonimo film. In anni recenti la Banda ha dedicato concerti ai grandi compositori italiani del passato quali Giuseppe Verdi e Gioachino Rossini.

Nel 2004, grazie al lavoro di ricerca e adattamento del M° Mario Chiarello e con la collaborazione dei cori “Giovani Voci” e “Schola Cantorum” di Cogollo del Cengio, la Banda ha inciso il suo primo cd intitolato “La Banda racconta Cogollo….”, una raccolta di composizioni scritte da musicisti cogollesi.

Dall’ottobre del 2006 ha assunto la direzione del complesso il M° Daniele Calgaro, giovane e appassionato musicista, mentre la presidenza è affidata al sig. Ruggero Calgaro, da molti anni componente del complesso e attivo promotore dell’attività del sodalizio.

Negli ultimi anni la Banda ha partecipato alle adunate dell’Associazione Nazionale Alpini ad Asiago e a Bassano, si è esibita al Carnevale di Thiene e di Malo, alla Festa Provinciale dello Sport a Piovene Rocchette, alla Festa della Pedemontana Vicentina a Thiene, ha tenuto vari concerti a Tonezza, a Thiene, all’Opera della Provvidenza di Sarmeola di Rubano (PD), a Carrè, e ha partecipato a numerose altre manifestazioni.

Inoltre dal 2007 la Banda Cittadina organizza un Raduno Bandistico, manifestazione musicale senza precedenti che ha portato ad esibirsi a Cogollo del Cengio la Banda di Vigo di Fassa (TN) il Corpo Bandistico di Malcesine (VR), il Complesso Strumentale don G. Busato di Castelgomberto (VI), il Corpo Bandistico di Centrale (VI), il Complesso Bandistico Arcobaleno di Trieste e la Banda Sociale di Zambana (TN).

Sito web: www.bandacogollo.it e-mail: info@bandacogollo.it

Banda San Giorgio di Fara Vicentino (VI)

giovedì, 1 ottobre 2009

Il comune

Adagiato sulle amene colline del Pedemonte vicentino, il comune di Fara è costituito da due nuclei abitati: Fara, propriamente detto, e S. Giorgio di Perlena, da sempre geloso della propria identità storica.
I toponimi dei due centri trovano una comune origine nell’epoca longobarda (da fara, insediamento parentale armato o culto a Santa Fara, e San Giorgio, santo guerriero caro alla tradizione longobarda); Perlena presenta però, come toponimo, inconfondibili connotazioni latine forse su basi preromane.
In epoca tardomedievale Fara segue le vicende di Breganze e dei centri circostanti, nella ripartizione dei beni tra gli Ezzelini, e viene assegnata ad Ezzelino III da Romano (il cosiddetto Tiranno) il quale è legato a Breganze anche da vincoli familiari, essendo la sorella Cunizza sposata ad un nobile breganzese. Nei secoli successivi, sotto il dominio della Serenissima, Fara e Perlena raggiungono l’autonomia da Breganze; Perlena, ridimensionato il territorio a favore di Salcedo, viene unita all’attuale capoluogo probabilmente nell’ambito delle riforme amministrative prima francesi, poi austriache, che caratterizzano la fine del XVIII secolo e la caduta della Repubblica Veneta.

Diretta dal M° Gino Manuzzato

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Il Corpo Bandistico “Santa Cecilia” di San Giorgio di Perlena (Comune di Fara Vicentino) nasce agli inizi del secolo scorso (1909) su iniziativa di Don Gaetano Plebs, figura carismatica della vita paesana dagli anni dell’Italia post-unitaria al Ventennio. La rinascita della banda nel secondo dopoguerra (già la Grande Guerra ne aveva interrotto l’attività) è opera di Giuseppe Poletto con il quale la banda partecipa a memorabili Adunate Nazionali Alpini tra cui Roma (1954) e Napoli (1972).

Gli segue Antonio Malavolta, con il quale ha luogo la tournèe a Renan in Svizzera nel 1985, organizzata da Vittorino Pozza, ex bandista perlenese colà emigrato. Nei medesimi anni nasce il Gruppo Folkloristico “Veneto ‘80”, frutto della collaborazione del Corpo Bandistico di San Giorgio con il Gruppo Majorettes di Fara. L’attuale Direttore Gino Manuzzato, giunto alla direzione della Banda nella seconda metà degli anni ‘80, indirizza ben presto il complesso verso un più vario ed articolato repertorio, che porta all’incisione del CD “Suoni e Passioni” (2005).

La partecipazione alla storica Adunata Nazionale Alpini di Bassano del Grappa (2008) è degno preludio al Centenario, giunto a compimento con la stampa del volume “Quando la Banda passò… - I cent’anni del Corpo Bandistico di San Giorgio di Perlena (1909-2009)” curato da Francesco Brazzale, attuale presidente del sodalizio. La rassegna bandistica del 30 Agosto 2009, con la partecipazione di tre Bande ospiti del Triveneto, ha poi concluso le celebrazioni iniziate a Maggio con tre reading –concerti per la presentazione del volume.Il Corpo Bandistico garantisce la partecipazione ad eventi civili, religiosi e patriottici; il vasto repertorio e la disponibilità delle necessarie attrezzature (senza dimenticare una sezione percussioni completa) consentono altresì la possibilità di concerti, in ambienti chiusi o all’aperto.

Sito web: www.bandasangiorgio.it

e-mail: direttivo@bandasangiorgio.it

La Banda Musicale di Vigo di Fassa (TN)

domenica, 6 settembre 2009

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Comune di VIGO  DI  FASSA (TN)

Frazioni: San Giovanni, Tamion, Vallonga

Etimologia: Vigo, dal latino “vicus”, villaggio

Dalla sua posizione privilegiata, disposto su un ampio e soleggiato terrazzamento, Vigo di Fassa domina sull’intera valle.

Per la sua centralità e per la presenza della primaria via di comunicazione con il nord, Vigo ha rivestito nel passato l’antico ruolo di centro amministrativo e religioso della valle, con la fondazione della Pieve di Fassa e l’istituzione della Masseria di Corte al tempo dei Longobardi. Il paese, nonostante il devastante incendio del 1921, conserva ancora numerose tracce della passata cultura contadina e artigiana. Sul colle, al limitare del bosco, la sacra sentinella della chiesa di Santa Giuliana veglia su Vigo di Fassa.

Una piccola frazione a monte di Vigo conserva ancora oggi tutto il suo antico fascino. E’ Tamion, un villaggio in una splendida posizione panoramica, dove è possibile riappropriarsi dei ritmi naturali, scanditi dalle antiche tradizioni dell’agricoltura di montagna e della fienagione.

Vigo è anche sede del Museo  Ladin de Fascia e dell’Istitut Cultural Ladin, che custodiscono, tutelano e valorizzano gli aspetti più profondi della cultura ladina.

Con una moderna funivia, direttamente dal paese, in pochi minuti si raggiunge la conca del Ciampedie a 2.000 metri, spettacolare balcone panoramico, in estate punto di partenza per emozionanti escursioni e arrampicate nel Gruppo del Catinaccio, il regno di Re Laurino; in inverno cuore pulsante della Ski Area Catinaccio dove lanciarsi in pazze discese su piste perfettamente innevate. Il Ciampedie è anche la meta ideale per i bambini che possono scatenarsi, in un attrezzato parco giochi immerso nella natura.

La Banda Musicale  “MUSEGA DA VICH”

“Gente nata propriamente per star’ allegra,
e che impara, sto per dir,
nel Ventre materno a suonar di Lira, e altri stromenti,
unico loro Genio,
che li porta qua, e là per il Mondo a far Festini”

Così veniva definita la gente della Val di Fassa fin dal 1600, con una particolare predisposizione per la musica. Violinisti, suonatori di cetra, di flauto o di basso percorrevano l’Europa spostandosi dalla valle verso i centri del Tirolo, a Nord nella città della Baviera e a Sud nel più solare Veneto.
Fin dai primi dell’Ottocento era presente una formazione di musicisti, nata non a caso in seno alla Pieve di San Giovanni a Vigo di Fassa.
Il primo complesso filarmonico di strumenti a fiato della Val di Fassa fu  quello di Vigo, attivo fin dal 1820, probabilmente anche da prima, come testimonia un documento datato 29 aprile 1836, dove il fondatore del sodalizio, l’organista e compositore vighense Gio batta Detomas ricordava al giudice di valle come

“già da sedici anni a questa parte fa attività una Società di dilettanti, 18 membri che ben volentieri se sacrificarono; quantunque con discapito e perdita di tempo, ad apprendere l’arte che ricerca cadaun istrumento.

Lo studioso padre Frumenzio Ghetta ricorda come fin dalla metà del Seicento “le processioni in val di Fassa venivano accompagnate da 3 suonatori di flauto, come pure è noto che  i bandierai di Fassa marciavano a ritmo di tamburo e di un flauto”.

E ancora dai documenti si apprende che la “Banda Filarmonica di Vigo di Fassa fece onore al pastore della diocesi, il vescovo di Trento Francesco Saverio Lusin, nativo della Corinzia”. Era l’agosto 1828.
I concerti sottolineano eventi importanti della vita del  paese, come la visita del re di Sassonia nel 1914 o il saluto all’arciduca Stefano nello stesso anno.
Il 27 aprile 1901 il Comune approva il regolamento sottofirmato poi dall’autorità di Innsbruck il 26 maggio 1902 “per la banda musicale della Società dei pompieri in Vigo di Fassa”.
Dopo la seconda guerra mondiale, la banda si sviluppò mantenendo il giusto equilibrio tra passato e i tempi moderni: lo statuto del 1972 ne fu uno dei passi più sofferti ma obbligati, con l’adesione alla federazione dei Corpi Bandistici della Provincia di Trento, la regolamentazione delle uscite, la divisa e la formazione di un organo Direttivo con funzioni gestionali dell’attività del gruppo.
Nel 1980 risale la prima bandiera della Banda con inciso l’emblema antico di Vigo, il pastore con il corno alpino e il bastone poi ceduto alla comunanza dell’intera valle.
Negli anni 90 si rinnovarono i costumi con la creazione di nuove camice e di nuovi frac, senza però toccare il disegno dell’antico costume dei “Veteraner” di Vigo.
Nel 2003, per volere dell’assemblea si mutarono i costumi delle signore che ne assunsero da quel momento uno più consono al corpo femminile e si approvò il nuovo statuto.
Nel 2006 si presentò la nuova bandiera con incise tutte le simbologie che interessano il sodalizio, il paese di Vigo di Fassa e la comunità linguistica d’appartenenza, ossia quella ladina.
Con il maestro Alessandro Ghetta e il presidente Donato Calligari, nel 2009 l’organico arriva a 61 elementi con oltre 25 allievi, testimonianza di un momento particolarmente florido e positivo per tutta la comunità di Vigo di Fassa.

MAESTRI:
Dopo il 1938

Cigolla Federico   1938-1939
Detomas Vito   1945-1949
Cigolla Federico    1950-1951
Detomas Vito   1952
Cigolla Federico   1953-1982
Cigolla Elio   1983-1984
Rasom Marco   1985-1990
Brigadoi Fiorenzo   1991-1994
Lazzer Stefano 1995-2003
Ghetta Alessandro:   dal 2003