LA BAGAD: LA BANDA TRADIZIONALE DELLA BRETAGNA 1/2

1 giugno 2010

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Una storia antica rivolta al futuro

Eccola la Bretagna, la piccola Bretagna del ciclo Arturiano, la terra più a meridione di ciò che resta del mondo celtico, quella penisola del nord ovest della Francia simile a un dito proteso verso l’Atlantico. Terra di confine e terra di passaggio, luogo di arrivo dei profughi della Britannia ma anche di Merlino e di Lancillotto, della mitica città di Ys e della baia delle Sirene. Una terra dove storia mito e leggenda si fondono a creare un tessuto culturale originale di cui l’espressione migliore è una straordinaria tradizione musicale che, pur affondando le radici nell’antico mondo celtico, resta viva e operante gettando un ponte ideale tra passato e futuro.

In questo contesto un forte ruolo identitario e di diffusione del patrimonio musicale è giocato da una istituzione presente in quasi tutti i centri della Regione e chiamata in Bretone Bagad ar Sonerion, letteralmente il gruppo di suonatori, la tipica formazione bandistica locale conosciuta più semplicemente come Bagad. Una tradizione diffusa fa derivare la parola da bag, barca, per cui la bagad sarebbe in verità un imbarco di suonatori, una idea non peregrina motivata dalla forte tradizione marinara della Bretagna. È singolare che nel periodo dell’occupazione romana della Gallia, con il termine Bagaudi o Bacaudae, si designassero le bande di ribelli celti che tra III e V secolo, diedero spesso filo da torcere alle truppe occupanti. Sul piano etimologico si ha così un significativo parallelismo con la parola italiana banda usata indifferentemente sia per definire un complesso musicale che un gruppo di armati dediti alla guerriglia, al brigantaggio o alle attività criminali.

L’organico della Bagad è diviso in tre sezioni ognuna diretta da un responsabile e che fanno riferimento al Penn Soner (in Bretone il suonatore capo).

La prima sezione è il biniou bras, nome derivante dal Biniou la tipica cornamusa bretone composta da un solo Chanter ed un solo Bordone e dal suono particolarmente acuto (Biniou Kohz), usato tradizionalmente in coppia con la bombarda per eseguire il kan ha diskan (canto a botta e risposta con ripetizione sovrapposta dell’ultimo verso) e per accompagnare le danze tradizionali come l’An Dro, il Laridè, la Gavotte e il Plinn. Sebbene il Biniou sia ancora oggi largamente usato, con la ghironda e l’organetto, nelle Fest Noz, le feste serali della tradizione, nel contesto delle Bagad è tuttavia sostituito da lungo tempo dalla Highland Bagpipe, la Cornamusa scozzese, largamente diffusa in Bretagna.

Le bombarde costituiscono la seconda sezione della Bagad e sono invece entrate in organico senza modificazioni. Si tratta di un aerofono ad ancia doppia della famiglia dell’oboe ed è considerato lo strumento tipico del paese; suonata ovunque fin da bambini, rappresenta in genere il primo strumento di approccio per ogni musicista bretone anche in previsione del passaggio alla cornamusa. Tuttavia è proprio la bombarda a definire il carattere musicale specifico della Bagad.

La terza sezione è quella delle percussioni, generalmente si tratta di una gran cassa e di una serie di rullanti ma recentemente sono state introdotti altri tipi di tamburi e piatti.

Continua…

“Quando la banda passò” di Francesco Brazzale

1 giugno 2010

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Per i cento anni della banda di San Giorgio di Perlena, il percussionista dello stesso ha scritto ed immortalato la storia del complesso  musicale.

Non è un libro per esperti di musica, è il libro di un appassionato che ha voluto imprimere su carta le vicende di una banda di paese che è stata e rimane, punto di incontro di una comunità, attiva partecipante agli eventi cittadini.

Una breve rassegna sugli strumenti musicali e poi la storia del paese, dalla sua origine ai giorni nostri ed ancora le immagini del passato e del presente con il giusto tributo alle personalità che hanno contribuito direttamente od indirettamente allo sviluppo della banda. Alpini, Majorettes, foto in bianco e nero con i flicorni tra le mani e bambini di oggi con i clarinetti tra le dita.

Un’opera che dà un affettuoso contributo al variegato mondo bandistico che rischia, sempre più, di disperdersi ma che, nelle comunità più piccole, tiene ancora forte acceso il fuoco della passione musicale.

VIAGGIO A REIMS di Gioacchino Rossini

1 giugno 2010

Il viaggio a Reims ossia “L’albergo del Giglio d’Oro”, è un’opera lirica in un atto di Gioacchino Rossini su libretti di Luigi Balocchi ispirato da Corinne ou De l’Italie (Corinna o dell’Italia) di M.me de Stael.
L’opera fu composta per l’incoronazione di Carlo X, re di Francia e fu eseguita per la prima volta a Parigi, nel Théatre Italien il 19 giugno 1825.
L’opera, in un atto, di notevoli dimensioni, ottenne un grande successo, dovuto tra l’altro alla fama e bravura dei numerosi cantanti ed all’attesa per la prima opera composta da Rossini a Parigi.
Dato il suo carattere celebrativo e d’occasione, l’opera non poteva entrare in repertorio, e infatti Rossini, nonostante le richieste, ne ritirò la partitura. In seguito egli ne utilizzò diversi numeri per Le Comte Ory, quindi dell’opera non si ebbe più notizia, finché nel 1977 si ritrovarono nella Biblioteca del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma le parti non utilizzate per Le Comte Ory.

Maggio 2010 - Dove trovare la banda della Polizia Municipale di ROMA

4 maggio 2010

Si ringraziano i fruitori e sostenitori del sito delle informazioni che qui riportiamo:

Lunedì 3 ore 10.00: Marce Scuola I. Calvino, Via Bongiorno;

Martedì 4 ore 10.00: Concertino Canale Monterano (RM);

Mercoledì 5 ore 16.30: Marce Istituto Rosmini, Via del Vecchio, 24

Sabato  8 ore 17.00: Marce Sport Village, Via S. Gaggio, 5;

Domenica 9 ore 11.00: Marce Piazza del Popolo AIRC;

Sabato 15 ore 9.30: Palazzo dei Congressi, Vigili per la città;

Domenica 16: Villa Lazzaroni, fine lavori restauro, presenti Autorità;

Domenica 23 ore 14.30: Marce - Ostia Piazza Anco Marzio;

Lunedì 24-martedì 25: MISSIONE RIVA DEL GARDA summit delle Polizie locali;

Domenica 30: da definire.

Ricordiamo che le date suesposte non hanno carattere di ufficialità, sono solo informazioni che si ricavano dalle notizie reperite dagli amanti della musica

MAGGIO 2010 - Dove trovare la banda della Polizia Municipale di TORINO

2 maggio 2010

Si ringraziano i fruitori e sostenitori del sito delle informazioni che qui riportiamo:

Sabato 01  mattino, tradizionale corteo annuale con partenza da c.so Cairoli per le vie del centro. (Percorso modificato rispetto agli anni passati per non interferire con i vari gruppi diretti all’ostensione della Santa Sindone in Duomo).
Domenica 09 , mattino, cerimonia in p.za Palazzo di Città.
Venerdì 21, mattino, palazzetto dello Sport, cerimonia “Educazione stradale” per le scuole.
Venerdì 21, pomeriggio, Stadio Olimpico, trofeo di calcio “Falcone-Borsellino”.
Sabato 22, concerto serale sul sagrato della chiesa di Santa Rita nell’omonima piazza.
Sabato 29, mattino, cerimonia per la Protezione Civile. (Località da definire, in dubbio tra il Parco Ruffini e la nuova sede).

Ricordiamo che le date suesposte non hanno carattere di ufficialità, sono solo informazioni che si ricavano dalle notizie reperite dagli amanti della musica

Chi ha scritto l’Inno Britannico?

1 maggio 2010

Gran Bretagna - “ingleseGod save the King o the Queen”

Attribuito ad Henry Carey, pare sia stato scritto invece da Gian Battista Lulli, più conosciuto come Jean Baptiste Lulli, alla francese, che lo aveva scritto per la futura moglie di Luigi XIV e per motivi misteriori finì con il divenire l’inno della Gran Bretagna. Eseguito per la prima volta a Londra a metà del diciottesimo secolo. Si disse che sugli ottoni delle bande che lo eseguivano non tramontasse mai il sole, visto il predominio coloniale dell’isola inglese.

Storia de ‘Il canto degli italiani” Il poeta (2) 4/6

1 maggio 2010

Tornato a Genova, fondò un giornale, “Diario del Popolo”, ma la sua attività nuocette al padre che fu messo a riposo obbligatorio. Dopo aver incontrato Garibaldi, la lotta cominciò a fervere a Roma e così si spostò verso la capitale dove Pio IX, che prima era sembrato difensore degli ideali italiani, aveva abbandonati i patrioti a loro stessi rifugiandosi presso i Borboni.

Dopo le battaglie di Palestrina,Velletri ed Anagni perse il cavallo e gli fu rubato il mantello, per cui arrivò febbricitante a Roma. Le battaglie, allora, erano prettamente fisiche, fatte di scontri con sciabole e baionette per cui la salubrità fisica era indispensabile per la riuscita degli assalti. Pur non in forza, Mameli scese in campo nel battaglione del primo reggimento che cercava di resistere ai Francesi a Villa Corsini sul Gianicolo. Non sono chiare le modalità: forse una baionetta di un bersagliere o forse una pallottola amica, Mameli fu ferito ad una gamba. Portato all’ospedale deli Pellegrini, le sue condizioni, che inizialmente non sembrarono così gravi, peggiorarono. Forse la garza che conteneva la polvere da sparo, forse cure non adatte, portarono alla cancrena. Si dovette procedere all’amputazione della gamba per la quale Mameli non era d’accordo e neppure la promessa di tagliarla al di sotto del ginocchio per poter continuare a cavalcare, si potè mantenere. All”intervento effettuato il 19 giugno, seguirono giorni di agonia alleviati solo dalla presenza di Adele, il secondo amore della sua breve vita. A nulla valse l’applicazione delle sanguisughe per fare abbassare la pressione, poiché continuarono il tormento della sete, i rapidi passaggi dal caldo al freddo. Alle sette e mezzo del mattino del 6 luglio, Goffredi Mameli, il poeta con la sciabola, si spense. Il caso volle che proprio quel giorno fosse diramato un divieto per i volontari della Repubblica romana di poter rientrare nel Regno di Sardegna con particolare riferimento a Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Nino Bixio e Goffredo Mameli. Quando il padre di Mameli si recò a Roma per riavere le spoglie del figlio, i francesi gliele negarono, ma probabilmente proprio perchè non si sapeva dove fosse.

Il chirurgo che l’aveva curato, dopo la sepoltura in Santa Maria in Monticelli, vicina all’ospedale dove era ricoverato, l’aveva fatto trasportare in quella delle Stimmate con l’accortezza di far apporre la targa metallica con il nome solo all’interno della cassa.

L’esumazione avvenne il 9 giugno 1872, quando il padre era ormai morto già da un anno e si poterono finalmente tenere i funerali durante il quale migliaia di persone intonarono “Fratelli d’Italia” . Le sue spoglie furono portate al Verano e nel 1940 nuovamente traslate nell’Altare della Patria. L’ultimo viaggio, però, avvenne il 3 novembre 1941, quando, fu riportato sul Gianicolo, laddove cadde, in un mausoleo-ossario dove riposano i corpi dei legionari italiani e stranieri che caddero per la difesa di Roma e di tanti romani, come Angelo Brunetti detto Ciceruacchio, morto il 10 agosto 1849 fucilato con il figlio Lorenzo tredicenne. Quanti romani conoscono questo mausoleo?

La banda della Polizia Municipale di Roma lo scorso anno ha commemorato i 160° anniversario della morte di Mameli presso il mausoleo al Gianicolo.

Il baratto torna di moda

1 maggio 2010

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In un’epoca di consumismo sfrenato questo spazio musicale si vuole fare promulgatore di un sito che invita al ritorno al baratto, al prestito ed al regalo.

Si espongono degli oggetti (abiti, arredamento, libri, Cd- DVD, oggettistica, macchine, barche a vela  e chi più ne ha più ne metta…) in una vetrina virtuale e chi passa di là con click propone uno scambio. Se questo soddisfa entrambi la transazione si effettua. Nella stessa città ci si incontra senza spesa alcuna e si scambia a mano, altrimenti ognuno paga le proprie spese e si inviano gli oggetti. Chi usufruisce del sito è un BARTER e dopo ogni scambio vengono lasciati i relativi commenti sulla transazione.
Accade, poi, che dagli scambi informatici si passi a quelli organizzati dal vivo e che poi, ancora, per dividere le spese, si organizzino spedizioni collettive in altre città dove vengono smistati i pacchi tra i riceventi.

Principio ispiratore del sito www.zerorelativo.it è questo: se in casa si hanno cose inutilizzate (funzionanti o non, purchè dichiarate in anticipo come tali!) scambiatele con quello che vi serve veramente! Svuoterete casa ed eviterete di spendere altri soldi.

Morale della favola: smettiamola di comprare sempre e finiamola di riempire le discariche che ci rendono tristemente famosi nel mondo, torniamo al prestito ed al baratto dei nostri nonni!

Sito provato, collaudato, frequentatissimo e super consigliato.