
Una storia antica rivolta al futuro
Eccola la Bretagna, la piccola Bretagna del ciclo Arturiano, la terra più a meridione di ciò che resta del mondo celtico, quella penisola del nord ovest della Francia simile a un dito proteso verso l’Atlantico. Terra di confine e terra di passaggio, luogo di arrivo dei profughi della Britannia ma anche di Merlino e di Lancillotto, della mitica città di Ys e della baia delle Sirene. Una terra dove storia mito e leggenda si fondono a creare un tessuto culturale originale di cui l’espressione migliore è una straordinaria tradizione musicale che, pur affondando le radici nell’antico mondo celtico, resta viva e operante gettando un ponte ideale tra passato e futuro.
In questo contesto un forte ruolo identitario e di diffusione del patrimonio musicale è giocato da una istituzione presente in quasi tutti i centri della Regione e chiamata in Bretone Bagad ar Sonerion, letteralmente il gruppo di suonatori, la tipica formazione bandistica locale conosciuta più semplicemente come Bagad. Una tradizione diffusa fa derivare la parola da bag, barca, per cui la bagad sarebbe in verità un imbarco di suonatori, una idea non peregrina motivata dalla forte tradizione marinara della Bretagna. È singolare che nel periodo dell’occupazione romana della Gallia, con il termine Bagaudi o Bacaudae, si designassero le bande di ribelli celti che tra III e V secolo, diedero spesso filo da torcere alle truppe occupanti. Sul piano etimologico si ha così un significativo parallelismo con la parola italiana banda usata indifferentemente sia per definire un complesso musicale che un gruppo di armati dediti alla guerriglia, al brigantaggio o alle attività criminali.
L’organico della Bagad è diviso in tre sezioni ognuna diretta da un responsabile e che fanno riferimento al Penn Soner (in Bretone il suonatore capo).
La prima sezione è il biniou bras, nome derivante dal Biniou la tipica cornamusa bretone composta da un solo Chanter ed un solo Bordone e dal suono particolarmente acuto (Biniou Kohz), usato tradizionalmente in coppia con la bombarda per eseguire il kan ha diskan (canto a botta e risposta con ripetizione sovrapposta dell’ultimo verso) e per accompagnare le danze tradizionali come l’An Dro, il Laridè, la Gavotte e il Plinn. Sebbene il Biniou sia ancora oggi largamente usato, con la ghironda e l’organetto, nelle Fest Noz, le feste serali della tradizione, nel contesto delle Bagad è tuttavia sostituito da lungo tempo dalla Highland Bagpipe, la Cornamusa scozzese, largamente diffusa in Bretagna.
Le bombarde costituiscono la seconda sezione della Bagad e sono invece entrate in organico senza modificazioni. Si tratta di un aerofono ad ancia doppia della famiglia dell’oboe ed è considerato lo strumento tipico del paese; suonata ovunque fin da bambini, rappresenta in genere il primo strumento di approccio per ogni musicista bretone anche in previsione del passaggio alla cornamusa. Tuttavia è proprio la bombarda a definire il carattere musicale specifico della Bagad.
La terza sezione è quella delle percussioni, generalmente si tratta di una gran cassa e di una serie di rullanti ma recentemente sono state introdotti altri tipi di tamburi e piatti.
Continua…

God save the King o the Queen”